Flavia REMO


24, Boulevard du Parc Impérial - Bloc B - Le St Martin Impérial - 06000 NICE - Tél : +33 6 10 64 15 49

 
Flavia REMO
Psychanalyste
D.U. "Expertise légale en pédopsychiatrie
et psychologie de l'enfant"
Université Paris Descartes
Maître de stage pour les nouveaux experts,
Université Paris Descartes
Chargée d’enseignement à l’Université
de Nice-Sophia Antipolis
Formatrice agréée
Supervision d’équipes
Pratique professionnelle

Enfants/Adultes
Thérapies de couple - Thérapies familiales
Médiation et suivi : garde d’enfants, divorces
Victimologie - Criminologie

Recueil de la parole de l'enfant témoin ou victime
selon les protocoles NICHD et SVA.

Suivi thérapeutique des mineurs et adultes
victimes d'agressions sexuelles,
de maltraitances et de violences conjugales

Suivi thérapeutique des mineurs et adultes auteurs de
crimes et délits sous obligation ou injonction de soins
Rédaction des expertises judiciaires,
privées et psycho-criminologiques

Collaboration avec les auxiliaires de justice
et les services judiciaires
Langues parlées:
français, italien, anglais, allemand
24, Boulevard du Parc Impérial - Bloc B
St Martin Impérial
06000 NICE
Tel. : +33 6 10 64 15 49

Intervista

                                                                                         26 marzo 2017

di Maria Grazia Guglielmi

Nell’ambito della tematica correlata alle infiltrazioni malavitose ed ai traffici internazionali che corrono sull’asse della criminalità organizzata franco-italiana, tematica che concerne il mio blog, ho interpellato, la Dott.ssa Flavia REMO che mi ha parlato della sua esperienza in criminologia nell’ambito dell’ “INCESTO E LA PEDOFILIA IN FRANCIA.

Psicanalista specializzata nella tutela e cura delle vittime di violenze sessuali, delle loro famiglie, nonché nella terapia degli abusanti, la Dott.ssa Flavia REMO collabora con gli ausiliari della giustizia, ha svolto  delle formazioni per la Gendarmeria, il Ministero dell’Istruzione francese e gli avvocati.

 

 

Dott.ssa Remo ci parli un po’ del suo percorso di crescita professionale e dei fattori che l’hanno influenzata e spinta nel suo impegno contro la criminalità, in qualità di psicanalista.

Con grande umiltà e gioia faccio questo lavoro perchè mi appassiona profondamente. La formazione come psicanalista è una formazione che ha origini già nella mia giovinezza: tra il divano personale , gli studi di psicanalisi in Italia e in Francia e la specializzazione successiva nell’ambito delle vittime di aggressione sessuale , degli abusanti , degli omicidi a sfondo sessuale e serial killer .

 

Com’è nata la voglia d’interessarsi alla criminologia o alla vittimologia?

Ho collaborato per tre anni e mezzo in una clinica psichiatrica per poter studiare tutti i tipi di patologia; quella è stata per me una formazione sul terreno che mi ha insegnato enormemente e tra i pazienti che dovevo seguire, mi sono trovata di fronte ad una vittima di incesto. È stato questo primo intervento terapeutico che mi ha profondamente interpellato, talmente da farmi creare  nel 2010, un’associazione che si chiama MOVEO. Questa associazione si occupa della lotta contro i maltrattamenti e i crimini sessuali perpetrati nei confronti dei minori.   Mi sono specializzata nella cura delle vittime d’incesto, pedofilia e nella  “détection de la parole de l’enfant”, ossia quando il bambino inizia a rivelare gli abusi subiti,  per poter “saisir la justice”  tramite delle segnalazioni al Procuratore della Repubblica. Sono stata fortunata ad avere degli eccellenti formatori  in criminologia e vittimologia  e ciò mi permette di curare gli abusanti e le loro vittime. Ho fatto anche il “criminal profiling” su casi di omicio  : si analizzano le scene del crimine per comprendere il profilo  del serial killer. Questo l’ho fatto in  Italia, in Francia non esiste questo tipo di formazione.

 

 Per la cura utilizzo anche la terapia familiare sistemica.  Si fa un lavoro  con il cosiddetto “genogramme”, una sorta di albero genealogico che  permette di analizzare gli eventi importanti delle generazioni precedenti, perchè questi crimini putroppo si ritrovano di generazione in generazione.

 

Tutto questo lavoro ampio e complesso riesce a gestirlo da sola o ha dei collaboratori?

Attualmente lavoro da sola nel mio studio. Sto formando una persona che diventerà una futura collaboratrice. La formazione avviene con me sul terreno perchè questo tipo di lavoro non lo si può inventare. La problematica della “memoria traumatica” rispetto alle vittime è molto complessa. Bisogna essere specializzati; non basta essere psicologi o psichiatri per occuparsi di questi casi. Ed è purtoppo quello che manca . Il grosso problema è una mancanza di formazione per i professionisti intorno a queste problematiche o per coloro che escono dalle università e che non si preparano a queste realtà. Tutte quelle che sono formazioni specifiche, valide, sono private.

Ho creato a Nizza Ad Hoc Consulting, un centro di formazione e di consulenza, che offre formazioni in questo settore indirizzate per esempio agli avvocati, psicologi, assistenti sociali, ecc. In Francia, se ne trovano altri ma purtroppo, non nella nostra regione.

 

Secondo lei, l’incesto e la pedofilia, fenomeni da sempre esistiti, oggi attecchiscono più che in passato?

Non penso che l’incesto e la pedofilia siano oggi più presenti che in passato. Penso che, per fortuna, cominciamo a parlarne: si parla molto più facilmente della pedofilia che dell’incesto, perchè l’incesto vuol dire che ad esempio un padre o una madre ha violentato il proprio bambino. Si tratta di un crimine che avviene all’interno della famiglia, invece il pedofilo è esterno alla famiglia, quindi la società lo accetta più facilmente. Nell’incesto c’è un legame di sangue, di affetti  quindi  resta ancora un tabù, e non se ne parla ancora abbastanza. L’incesto resta inimmaginabile….

 

Quali sono le conseguenze che pagano le vittime a causa di questi abusi? È possibile tutelare vittime o curare carnefici?

Le conseguenze post-traumatiche di queste violenze perpetrate sui bambini sono immense da un punto di vista psichico. Se si prende l’esempio di uno specchio che  cade a terra e si spezza possiamo immaginare che si tratta di un bambino abusato:  questa è la sua realtà psichica che deve assolutamente essere curata. Possiamo ottenere  importanti risultati quando curiamo un bambino. Per una persona che, invece, ha già vissuto tanti anni nel  silenzio  chiaramente il lavoro è molto più complesso e lungo, ma non impossibile . Il bambino violentato, può, come ci spiegava Ferenczi, “introjecter l’abuseur et donc devenir abuseur à son tour”, quindi per poter bloccare la criminalità sessuale, dobbiamo curare le vittime. Non si parla molto  degli aggressori sessuali  minori. Esistono dei “viols en réunions” di minori su un minore.. Dobbiamo immaginare che un criminale ancora adolescente non sia ancora perfettamente costruito, quindi abbiamo maggiore possibilità di curarlo. È molto importante comprendere la dinamica dell’atto e la personalità dell’abusante tramite una “évaluation psycho-criminologique” e stabilire il suo livello di “dangerosité”.

 

Non è difficile per lei non avere pregiudizi quando ha di fronte un criminale?

No. È importante non giudicare, ma  “accogliere” l’abusante. Un essere umano è un insieme di ombra e luce e bisogna cogliere entrambi gli aspetti. Tutto questo non mi sconvolge, perchè questa è la natura umana; è il suo vissuto che lo ha spinto a diventare “altro”. Ciò non significa che bisogna giustificare il suo atto, ma comprenderlo. Nella cura è fondamentale riuscire a far percepire all’abusante il vissuto psichico della vittima durante e dopo il crimine subito. Purtroppo non sempre ciò è possibile perchè dipende dalla patologia del criminale, dalla sua struttura psichica.

 

Passiamo all’ambito giuridico. Sappiamo che si avanza sempre per proteggere le vittime. Cosa accade nella protezioni dei bambini?

Questo è un grande problema. Secondo me i bambini non sono ancora sufficientemente protetti dalla società e dalla giustizia. Nelle scuole non si fa un lavoro di prevenzione sulla pedofia e l’incesto. Per farlo bisogna utilizzare un linguaggio e strumenti adatti all’età dei bambini; non c’è sufficientemente investimento e l’Education Nationale  resta ancora chiusa a questo tipo d’interventi… c’è molto timore. Occorre, invece, che questi bambini fin da piccoli siano informati in modo da avere la possibiltà di proteggersi. Il bambino abusato spesso è bloccato dalla minaccia che subisce da parte dell’abusante, dalla vergogna che prova,  e resta nel silenzio.

Il mio appello, con l’associazione MOVEO è quello di lottare per una  prevenzione nelle scuole, là dove i bambini vivono la maggior parte del tempo. Occorre che il personale scolastico sia formato su queste tematiche affinchè possano cogliere dei segnali importanti nel comportamento del bambino e avvertire i professionisti competenti.

Per quanto riguarda la giustizia è fondamentale una maggiore formazione specializzata della polizia, degli avvocati, dei magistrati rispetto alla “détection de la parole de l’enfant”, perchè purtroppo si commettono ancora molti errori.  Vi sono inchieste che vengono archiviate, non perchè il bambino non venga abusato, ma perchè non è capito, creduto.  Penso che si debba creare un “ponte” tra i il mondo della giustizia e dei terapeuti specializzati nella “détection e psychotraumatologie”, ognuno con le proprie competenze per poter proteggere il bambino.

In questo momento, in Francia,  sembra esserci un maggiore ascolto da parte del governo ad iniziative e proposte di leggi per la protezione dell’infanzia.  Si lotta per far annullare la “prescription”, in quanto una persona abusata ha tempo fino ai suoi 38 anni per sporgere denuncia nei confronti dell’abusante.  Annullare definitivamente un limite di età significa permettere alle vittime di poter denunciare atti di violenza subiti, quando sono psicologicamente pronte.

La problematica psichica nella vittima è talmente complessa che ciò può indurla al silenzio per un tempo lunghissimo.  A volte la vittima aspetta la morte del proprio abusante per parlarne, tali sono state le minacce subite e anche a causa dei sentimenti di vergogna e di colpa che prova.

La giustizia ha un ruolo fondamentale nella cura poichè riconosce la vittima in quanto tale. Il mio messaggio ha lo scopo di sensibilizzare e responsabilizzare tutti noi in quanto cittadini, magistrati, psicologi, educatori etc., perchè abbiamo un ruolo importante rispetto a queste problematiche.  Se vogliamo vivere in una società con un tasso minore di criminalità la prevenzione , la formazione dei professionisti e la cura sono la chiave di un vero cambiamento.

 

Oggigiorno il web è una delle fonti di addescamento dei minori. Secondo lei come si può contrastare questa piaga? Quali sono le possibili soluzioni e quali i suggerimenti?

Prima di tutto i bambini devono essere informati (prevenzione) e i genitori devono essere molto più attenti all’utilizzo che i loro bambini fanno del computer….

 

In questo contesto agisce anche la criminalità organizzata. Esistono reti pedofile. Si parla di pedocriminalità. Come si può combattere e neutralizzare questo potere della pedocriminalità?

Sicuramente oggi la polizia riesce per esempio ad intercettare persone che scaricano video pedopornografici, ma smantellare una rete di pedofilia non è una cosa semplice. Le grosse reti sono sempre internazionali…

 

Flavia REMO - 24, Boulevard du Parc Impérial - Bloc B - Le St Martin Impérial - 06000 NICE

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